Washington domina l’industria del software, ma mantenere il primato sarà sempre più difficile. Teoria e pratica dell’open source. Come Pechino inquieta i colossi americani. Europa e Cina devono collaborare per rendersi indipendenti dagli Usa di Trump. di Francesco Maria De Collibus 1. Gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Cinese si stanno affrontando in un colossale braccio di ferro sull’intelligenza artificiale (Ai). La Cina, che già domina la produzione di pannelli solari, batterie, droni e auto elettriche, ha da tempo esplicitato la sua ambizione di primeggiare anche in questo settore. L’America, dal canto suo, vede nell’intelligenza artificiale il fulcro della propria supremazia tecnologica, che non dipende solo dal ruolo di primissimo piano giocato dalle sue aziende più innovative (Google, OpenAi e Anthropic), ma anche e soprattutto dal controllo dei chip. Questi manufatti costituiscono infatti il necessario sostrato fisico dell’addestramento dell’Ai e attualmente sono progetta...
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Visualizzazione dei post da maggio, 2025
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Trump vola in Arabia Saudita da bin Salman a cura di Mirko Mussetti Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è volato a Riyad per incontrare il principe ereditario e uomo forte dell'Arabia Saudita Mohammed Bin Salman (MbS). Alla presenza dei segretario di Stato Marco Rubio e del capo del Pentagono Pete Hegseth, l'inquilino della Casa Bianca ha subito interloquito con MbS in una sala dell'aeroporto della capitale saudita. Tra i numerosi temi spinosi certamente trattati dai due leader vi sono il conflitto armato nella Striscia di Gaza, il programma nucleare dell'Iran e il prezzo del petrolio. Durante la cena ufficiale, il tycoon avrà modo di interagire anche con i rappresentanti delle altre monarchie del Golfo: Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar ed Emirati Arabi Uniti (Eau). The Donald si recherà quindi a Doha (Qatar) e Abu Dabhi (Eau) per curare gli interessi economici dell'America che si intrecciano alle brame personali (nuovo lussuoso Air Force One, nuove Trump To...
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I l papa americano Il pontificato di Leone XIV sarà in relativa continuità con quello di Francesco. Nonostante il clero conservatore non tifasse per lui, Prevost è uomo di governo, chiamato a salvare la Chiesa di Roma dal caos. Perché per Trump potrebbe essere un problema. di Lucio CARACCIOLO Lo Spirito Santo ha scelto in Robert Francis Prevost un papa in relativa continuità con Francesco. Continuità subito espressa davanti ai fedeli accalcati in Piazza San Pietro con frequenti richiami al predecessore, con l’accento sulla pace e sull’apertura della Chiesa all’umanità tutta in palese contraddizione con le tendenze ecclesiocentriche del clero conservatore, che certamente non tifava per lui. Relativa perché è un uomo di governo – almeno come può esserlo un generale degli agostiniani – scelto da Francesco proprio per mettere ordine nel caos che sta minando le fondamenta della Chiesa di Roma. A differenza di Bergoglio, che si affacciò dal balcone vestito di bianco immacolato, Leone XI...